Fernando Tarrida del Mármol

Economia politica ed economia acratica

(1888)

 


 

Nota

La contrapposizione tra economia politica (monolitica e a favore di alcuni) e l'economia acratica (pluralistica e a vantaggio di tutti) chiarisce quali dovrebbero essere le aspirazioni degli anarchici in materia economica.

Fonte: Fernando Tarrida del Mármol, Economía política y economía acrática, Acracia anno 3 n° 26 (Febbraio, 1888); n° 27 (Marzo, 1888); n° 28 (Aprile, 1888).

 


 

I

L'economia politica è la scienza più imprecisa di tutte. Non merita nemmeno la definizione di scienza. Si fonda sull'egoismo, sull'inganno, sull'ambizione, sulla diffidenza e sull'ingiustizia. Tende a generalizzare, attraverso leggi che sono altrettante imposizioni, i principi più assurdi e antiumanistici.

L'economia acratica, invece, basata sull'autonomia individuale e sullo studio delle varie manifestazioni dell'organismo umano, tende solo ed esclusivamente a preservare, in ogni momento, la libertà insita nell’essere umano, per cui non si accontenta soltanto di attaccare i dogmi economici oggi esistenti, ma ha anche, essenzialmente, la missione di impedire che futuri dogmi sostituiscano quelli attuali.

La prima è l'economia dei politici, vale a dire di coloro che monopolizzano la libertà; l'altra è l'economia degli anarchici, di noi che non ammettiamo legislatori su ciò che non dovrebbe essere soggetto a leggi imposte dall'esterno. La prima è la bandiera di chi sacrifica il benessere e anche la vita di migliaia di persone per garantire un sovrappiù scandaloso a chi ha seguito le sue direttive con astuzia e fortuna; l'altra è la bandiera rossa di chi rivendica con energia il diritto alla vita e al benessere per tutti gli esseri umani.

La prima non garantisce nulla, perché chi con essa prospera può, a causa di essa, morire; la seconda è una garanzia costante del libero sviluppo di tutte le facoltà individuali.

L'economia politica insegna a chi domina il percorso da seguire per poter dominare ogni giorno sempre più. Per raggiungere questo risultato, non esita a calpestare i principi fondamentali della natura, a prostituire la scienza e a sprofondare in una spaventosa miseria proprio quelle persone che devono garantire con il loro lavoro, con il loro sangue e le loro privazioni, il benessere di coloro che sono protetti e soddisfatti.

L'economia acratica, generosa quanto l'altra è servile, logica quanto l'altra è incoerente, scientifica quanto l'altra è sofistica, si accontenta di esigere la rigorosa applicazione delle leggi di natura, poiché noi viviamo nella natura, ne siamo figli, e siamo governati dalle sue stesse leggi. Queste leggi si manifestano in modi diversi, a volte favorevoli, a volte avversi. La stessa legge di fermentazione che ci dà il pane e il vino, provoca anche la putrefazione e le epidemie.

La stessa legge d'inerzia che protegge le nostre abitazioni, ha reso difficile strappare alle miniere i suoi tesori, alle foreste le sue ricchezze vegetali. Lo stesso vento che gonfia le vele delle barche e ci aiuta a navigare nei mari, produce cicloni e tempeste che portano sconquasso. La stessa evaporazione che genera le piogge e fertilizza i nostri campi, è la causa della grandine che distrugge le nostre colture. Lo stesso arsenico che ci cura a piccole dosi, ci uccide se assunto in grandi quantità. In tutti i casi in cui ci troviamo avvolti in una fonte di vita, ci imbattiamo in una sorgente di morte.

L'animale, anche quello con l'organismo più semplice, combatte per l'esistenza, e a tal fine si difende contro gli agenti esterni che gli sono contrari e si avvale di quelli utili per la vita e lo sviluppo delle sue facoltà. L’essere umano, materia organizzata e pensante, ha il dovere di combattere le manifestazioni avverse della legge naturale, così come il diritto di approfittare di quelle che gli sono favorevoli, cioè il dovere di operare e il diritto di consumare. Invece, l'economia politica riserva i diritti solo a pochi individui e impone i doveri alla maggioranza dell'umanità.

Allora mostreremo che l'economia acratica, sulla base della scienza, armonizza la libertà individuale con l'equa ripartizione dei diritti e dei doveri.

 

II

Al posto dell'economia politica, alcune persone generose e dotate di umanità, hanno proposto l'economia sociale, che ha dato nuove leggi alla produzione e al consumo, al fine di garantire il diritto alla vita e l'emancipazione del lavoro dalla tutela del capitale.

Ma, con gli economisti socialisti è successo quello che è avvenuto in passato con i politici. Sorti dalla mente di persone che appartengono a determinate scuole, i nuovi sistemi, anche se molto migliori di quelli vecchi, hanno portato con sé un'impronta di esclusività che non può essere accettata da individui che si vantano di essere liberi. Come fonte di consigli e temi di studio, questi manuali di economia politica e sociale possono essere molto utili, si definiscano comunisti o collettivisti; ma come sistemi unici di organizzazione, devono essere combattuti con vigore.

L'economia acratica non è neanche scritta, semplicemente perché è indeterminata nell’essenza. Il che equivale a dire che non può assumere la forma di un sistema, poiché le sue soluzioni sono infinite e per di più indefinitamente variabili; non possono essere condensate in alcun manuale e neanche la mente più avanzata può afferrarle tutte. L'anarchia è un'idea filosofica e scientifica così generale che non può limitarsi o essere vincolata da certi dettagli; essendo applicabile a tutti i problemi che interessano l'umanità, non è logico appellarsi al dogma per la risoluzione di uno qualsiasi di questi problemi. Da tale punto di vista, l’economia acratica è il modo in cui viene presentata l’anarchia quando si tratta di problemi economici, così come l'amore libero è la forma nella quale l'anarchia si presenta quando si ha a che fare con l'attrazione sentimentale e la riproduzione.

L'unica cosa che possiamo fare per formarci una idea di ciò che l'anarchia potrebbe realizzare in campo economico è studiare l'organismo della natura in generale e dell'essere umano in particolare. La natura presenta una varietà di organismi grande come il numero di individui che abitano la terra. Se la lotta contro gli agenti esterni ed interni non avesse luogo, il socialismo non avrebbe alcuna ragione di essere. Ma poiché questa lotta esiste e l'individuo non può affrontarla senza la cooperazione dei suoi simili, si formeranno due forze economiche, una originata dagli agenti interni e l'altra da quelli esterni: la dinamica che ne risulterà sarà il criterio economico di ogni individuo, criterio che avrebbe potuto travolgere la democrazia, ma che rispetterà l'anarchia.

La libera manifestazione di questo criterio, e il compimento degli atti che da esso dipendono per ogni singolo individuo e per tutti i membri della famiglia umana: ecco l'economia acritica. Essa è illegiferabile, indeterminata, variabile, poiché gli elementi che la compongono possono variare in ogni momento.

Tutte le componenti che ne risultano, molte o poche, che seguono la stessa direzione, si svilupperanno per mettere in pratica, spontaneamente e anarchicamente, quei sistemi momentanei e transitori di produzione e consumo che potranno assomigliare, più o meno, al collettivismo, al comunismo o ad un altro sistema, secondo le volontà delle due forze componenti, vale a dire il temperamento degli individui e la natura delle condizioni in cui si svolge la lotta per l'esistenza.

Riteniamo di aver offerto una breve idea di che cos'è l'economia acratica degli anarchici rispetto all'economia dei politici. Le correnti attuali all'interno dei gruppi sembrano indicare che questo è il modo in cui i nostri compagni intendono la realtà e che presto essi abbandoneranno i dogmi economici, come hanno fatto di recente per tutti i dogmi politici e religiosi.

 

III

Una volta definite entrambe le economie, è opportuno notare alcune differenze derivanti dalle diverse interpretazioni date alle parole.

Iniziamo con l'ordine. Per i politici, l'ordine è lo sviluppo pacifico di organizzazioni fittizie, che siano o meno di gradimento per coloro che le devono realizzare. Per gli acrati, l'ordine è il libero sviluppo delle tendenze naturali. Il matrimonio indissolubile, il salario, il cardellino in gabbia, la legge, sono manifestazioni di ordine politico. L'amore libero, l'accordo sociale volontario, il cardellino che vola nell'aria, l'autonomia individuale, sono rappresentazioni fedeli dell'ordine naturale, che è quello che deve informare tutte le soluzioni dell'economia acratica.

Anche la lotta è molto diversa in entrambi i campi. I politici lottano per attaccare; gli anarchici lottano per difendersi; i primi per continuare a rubare, i secondi per impedire di essere derubati da costoro; i primi attaccano le persone, gli altri contestano i fatti della realtà attuale. Gli anarchici si preoccupano poco di sostituire le persone A o B; c'è di più: riconoscono che queste persone non sono altro che conseguenze immutabili dei sistemi, e capiscono che, quando tali individui saranno morti, altri prenderanno il loro posto, fino a quando il sistema sopravvive. Per questo gli anarchici rifuggono dal personalismo, e ciò che vogliono eliminare è il sistema stesso. I politici, invece, non hanno un sistema fisso: cambiano partito come se indossassero una camicia; gli ideali contano poco, in generale, seppure li hanno; quello che vogliono è costruire il proprio benessere sulla miseria e sulla sofferenza degli altri.

L'economia politica cerca di favorire i suoi seguaci, insegnando loro a ingannare e a rendere miseri i propri simili. L'economia acratica è così generosa e grande che non ha seguaci: cerca di favorire tutta l'umanità, dando soddisfazione ai bisogni di tutti, compresi quelli che lottano ferocemente contro di essa.

L’economia politica è per lo più astratta; l'economia acratica, invece, è eminentemente pratica, perché si basa sul fatto che tutti gli individui possono vedere soddisfatte le proprie esigenze.

L'economia politica è sul punto di morire, sepolta sotto le rovine di un edificio che lei stessa ha costruito, prostituendo la scienza. E la scienza sta già cominciando a protestare contro tale disonore, e sta protendendo le braccia verso la sua sorella naturale.

Passiamo all'economia acratica!

 


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