Nota
Una riflessione sulla naturalità e razionalità della nonviolenza e dell'opporsi a tutte le guerre, anche quelle finalizzate ad una presunta liberazione presentata come l'ultima guerra (ad esempio la guerra di classe) che porrebbe fine a tutte le guerre.
Fonte: Dorothy Day, The long loneliness, 1952.
Un Natale, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, abbiamo ricevuto una cartolina dal gruppo di Rochester che diceva che gli piaceva molto di più il Catholic Worker [1] prima che i pacifisti se ne impossessassero. Un'altra lettera è arrivata da Boston, da una anziana operatrice che era stata responsabile della prima casa di ospitalità a Boston. Mi rimproverava l'estremismo della nostra rivoluzionaria posizione pacifista. Era una brava sindacalista e pensava ai passi immediati da compiere, mentre noi cercavamo di preservare la visione di un nuovo ordine sociale, realizzato con mezzi pacifici.
Mi ha colpito allora quanto ciò fosse strano; qui scriviamo di pacifismo da quindici anni e i membri di due dei nostri gruppi stavano appena cominciando a capire cosa significasse. Eravamo stati pacifisti nella guerra di classe, nella guerra di razza. nella guerra d'Etiopia, nella guerra civile spagnola, durante la Seconda Guerra Mondiale, come lo siamo ora durante la guerra di Corea. Avevamo parlato del Sermone della Montagna e tutti i nostri lettori lo conoscevano bene. Avevamo perso abbonamenti e parecchi ordinativi del nostro giornale ma queste cancellazioni provenivano da coloro che apertamente non erano d'accordo con noi e la questione la risolvevano immediatamente.
Ma c'erano moltissimi che sembravano essere d'accordo con noi e che per anni non si erano resi conto che la posizione sostenuta dal Catholic Worker li coinvolgeva; se avessero creduto alle cose che avevamo scritto, prima o poi sarebbero stati obbligati a prendere decisioni personali e ad agire di conseguenza.
I lavoratori sindacalizzati nelle acciaierie, nelle fabbriche di automobili e di aerei - molti nell'industria e nel commercio, avrebbero dovuto trovare altri lavori, lavori non legati allo sforzo bellico. E dove potrebbero trovarli? Se lavorassero nelle fabbriche di abbigliamento, dovrebbero riempire gli ordini governativi per le uniformi. Le imprese tessili sfornavano tessuti per fabbricare paracaduti. Produrre cibo, costruire case, cuocere il pane - qualsiasi cosa si facesse si teneva in movimento l’apparato del capitalismo industriale, e il capitalismo industriale faceva funzionare il meccanismo che rispondeva agli ordinativi per la guerra. Non si poteva vivere senza compromessi. Gli insegnanti vendevano francobolli e obbligazioni. per finanziare la guerra. Ai bambini veniva chiesto di portare a scuola pentole di alluminio e rottami di metallo. Il Papa chiedeva che la guerra fosse tenuta fuori dall'aula scolastica, ma anche lì c’era.
Abbiamo scritto tutto quello che abbiamo potuto sull'argomento, e padre John J. Hugo ha redatto articoli e opuscoli - "L'Immoralità della coscrizione", "I cattolici possono essere obiettori di coscienza", "Le armi dello Spirito", "Il Vangelo della pace". Gli ultimi due sono stati stampati come opuscoli del Catholic Worker con l'imprimatur dell'arcidiocesi di New York.
In Europa, Padre Stratman, un domenicano belga, ha scritto La Chiesa e la guerra e La pace e il clero, e padre Ude d'Austria ha scritto un libro monumentale, Non uccidere. Solo i primi due sono apparsi in inglese. Tutti questi scritti hanno esposto la nostra posizione. Oltre agli articoli teologici del nostro giornale, molti giovani hanno scritto sulla guerra e sulla pace. Gli articoli più vivaci che abbiamo pubblicato sono stati quelli di Ammon Hennacy [2], anarchico cristiano, un moderno Thoreau nel suo raccontare ogni mese la sua esistenza terrena.
Ha iniziato con una serie sulla sua reclusione, in gran parte trascorsa in isolamento, nel penitenziario di Atlanta, durante la Prima Guerra Mondiale, dove ha incontrato Alexander Berkman e ha studiato con lui la storia americana e la concezione anarchica. Ammon era stato socialista prima di essere conquistato dall'approccio personalista di Berkman. Costretto a fare affidamento su sé stesso, riconobbe l'importanza di cominciare da sé stesso, partendo da qui e ora, e non aspettando che qualcun altro iniziasse la rivoluzione. Divenne pacifista anche nella guerra di classe e si rese conto dei pericoli dello Stato moderno, dell'inefficienza e dello spreco della burocrazia.
Leggendo la Bibbia mentre era in isolamento, fu completamente conquistato dal Sermone sulla Montagna e da tutti gli insegnamenti di Gesù. Leggendo Tolstoj si riconobbe come anarchico cristiano e da allora Tolstoj, Gandhi e Gesù divennero i suoi maestri. La religione istituzionalizzata, come la chiama lui, egli la rifiuta.
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Gli articoli di Ammon sono sempre stati personali, poiché ha scritto di ciò che sapeva, di sé stesso e della propria esperienza. La sua vita in prigione, il suo lavoro nelle fattorie del Colorado e del New Mexico e in quelle per la produzione su larga scala in Arizona, hanno costituito una serie commovente sulle “Esperienze di lavori faticosi" e mostrano come un uomo possa vivere senza compromessi, eppure guadagnare di che mantenersi. Per anni non ha pagato alcuna imposta sul reddito. Lavorava di giorno in quelle mansioni che i messicani eseguivano di solito, dall'irrigazione, allo scavo dei fossi, al taglio della legna, alla raccolta del cotone. Ha sostenuto se stesso e le sue due figlie, inviandole entrambe alla Northwestern University, e oltre a questi suoi lavori estremamente faticosi e alla scrittura, ha trovato il tempo di vendere ogni settimana il Catholic Worker davanti alle chiese e in occasione di riunioni pubbliche.
Ha digiunato e ha pregato per la pace; ha manifestato due volte l'anno davanti all'ufficio dell'esattore delle tasse. Negli ultimi anni, nell'anniversario dello sganciamento della bomba atomica, ha digiunato per sei giorni, come atto di penitenza e di protesta, davanti all'ufficio delle imposte di Phoenix, distribuendo degli opuscoli. Ammon si considera uno che diffonde idee, un agitatore, un individuo impegnato da solo in una rivoluzione. Dubito che si sia mai considerato un sociologo o un antropologo, eppure potrebbe essere classificato anche in queste categorie. I suoi articoli sugli indiani del sud-ovest, in particolare sugli Hopi, anarchici e pacifisti, sono di notevole interesse.
Ammon ha cinquantotto anni, un essere alto e scarno, dell’Ohio, di enorme forza fisica e resistenza. Per tutti noi della sede centrale del Catholic Worker, egli incarna il pacifista attivo. Sta cercando di cambiare le condizioni che portano alle guerre, e siccome non accetta nulla da Cesare, non dà nulla a Cesare. [3] Nonostante il suo assolutismo e la sua certezza, è amichevole e amabile, guarda veramente a tutti come ai suoi fratelli, superando i contrasti con la comprensione e l'affetto.
Bob Ludlow, uno dei redattori del giornale, un convertito alla Chiesa cattolica, è stato il teorico del nostro pacifismo negli ultimi cinque anni. Figlio di un minatore di Scranton, educato dai religiosi, si è convertito leggendo Newman [4]. Per tutta la vita è stato uno studente e un insegnante, e ha poca familiarità con il lavoro manuale. Quando l'abbiamo fatto lavorare per qualche ora nel nostro campo di asparagi o per riparare un rubinetto che perdeva, si è sentito in trionfo per settimane. Si è preso cura dei figli piccoli di una delle nostre famiglie del Catholic Worker, e talvolta sedeva impotente in mezzo alla cucina mentre i bambini gli giravano intorno come selvaggi. Ha anche percorso miglia su miglia per partecipare a manifestazioni di protesta.
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Quando le persone con cui corrisponde gli chiedono come è possibile fare a meno del governo, lui risponde: Sia tra i cattolici che tra gli anarchici in generale, esiste una grande incomprensione che nasce da una confusione dei termini Stato, governo e società. Il libro di padre Luigi Sturzo, Inner Laws of Society, è la migliore trattazione cattolica dell'argomento. Egli mette in evidenza il fatto che lo Stato è solo una forma di governo. Quando si analizza ciò che gli anarchici sostengono (in particolare gli anarco-sindacalisti) tutto si riduce in realtà alla promozione di organismi decentrati di autogoverno. È questa una forma di governo. La confusione deriva dal fatto che alcuni scrittori anarchici usano il termine governo come sinonimo di Stato e fanno l'affermazione categorica che essi non credono nel governo, intendendo con ciò lo Stato. Lo Stato è un governo per rappresentanza (quando è una democrazia), ma non c'è ragione per cui un cattolico debba credere che le persone debbano essere governate da rappresentanti. Il cattolico è libero di credere in un modo o nell'altro, come si evince dal trattamento della legge di San Tommaso nella Summa Theologica. Nella questione 90, Art. 3, San Tommaso afferma: Una legge, propriamente detta, riguarda prima di tutto l'organizzare per il bene comune. Ora, l’organizzare qualcosa per il bene comune appartiene o a tutto il popolo, o a qualcuno che è il reggente di tutto il popolo. Quindi il compito di fare la legge appartiene o a tutto il popolo o a un personaggio pubblico che ha cura di tutto il popolo; in tutte le altre questioni la direzione di qualsiasi cosa riguarda colui al quale appartiene il fine.
Gli anarchici ritengono che tutto il popolo che compone una comunità dovrebbe occuparsi di ciò che si deve organizzare piuttosto che farlo fare a uno Stato distante e centralizzato. Si può vedere dalla citazione di San Tommaso che non c'è nulla di eretico in una simile credenza. È certamente possibile per un cristiano essere anarchico. Per quanto riguarda il governo che procede dal peccato, Sant'Agostino distingue tra governo coercitivo e governo direttivo. Il primo, dice, è il risultato del peccato. Il secondo non lo è, in quanto l'uomo è un essere sociale. Si potrebbe dire che gli anarchici sostengono il governo direttivo (aiuto reciproco) ma rifiutano il governo coercitivo (lo Stato).
Il Nostro Signore ci ha insegnato a pregare "Il tuo regno venga in terra come in cielo" - in altre parole, più il governo terreno si avvicina a ciò che sta in cielo, più esso è cristiano. Io credo - che si possa realizzare o meno - che la società anarchica si avvicini a questo ideale cristiano più di altre forme di governo. Come il cristiano vive nella speranza, così noi possiamo porre questo ideale come qualcosa verso cui ci indirizziamo, anche se sembra poco pratico e faticoso, come un Calvario.
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La posizione pacifista del Catholic Worker, Bob l’ha esposta in questo modo:
La questione del pacifismo può essere trattata dal punto di vista naturale o soprannaturale. Dal punto di vista naturale deriva la sua validità dalla ragione, e la morale naturale, che deriva dalla natura dell’essere umano, è suscettibile di sviluppo in quanto ne comprendiamo meglio le implicazioni nella misura in cui comprendiamo più a fondo la sua natura di essere umano. Da un punto di vista etico e psicologico sembra evidente che il pacifismo, come esemplificato nel modo di procedere non violento, è più ragionevole del comportamento violento e quindi è più in accordo con la natura dell’essere umano che si differenzia dalla natura sub-umana proprio in quanto l'individuo è capace di razionalità. Poiché la religione cattolica non è in opposizione alla natura, ma piuttosto completa e conferma la natura, sembrerebbe allora che non ci possa essere opposizione tra un pacifismo fondato sulla razionalità umana e l'insegnamento ufficiale della Chiesa. Il punto di vista soprannaturale prende in considerazione la rivelazione di Cristo. Qui troviamo che, nella Chiesa primitiva, c'era una divisione di opinioni. Alcuni dei primi santi e padri della Chiesa erano decisamente pacifisti. Tutti erano critici nei confronti dell'esercito. La regola generale della Chiesa primitiva era che chi era stato battezzato non doveva arruolarsi nell’esercito. Chi era già nell'esercito quando è stato battezzato, era ammonito a non spargere sangue nemmeno in guerra. Così vi è stata una tradizione di pacifismo nella Chiesa, anche se questa è caduta nell'oscurità e attende uno sviluppo dottrinale per diventare un dato di fatto esplicito. Una parte di questa tradizione sopravvive nel diritto canonico in cui al clero è proibito spargere sangue. Il crescente orrore e l'immoralità della guerra moderna che, a causa dei mezzi utilizzati, richiede l'uccisione di innocenti, dovrebbero servire a ricordare questa latente tradizione pacifista, affinché il Sermone della Montagna sia visto come una conferma e una sanzione del comportamento non violento già sancito dalla ragione. Se si osserva che il pacifismo pone un peso troppo grande sul comune cattolico, si può rispondere che, in verità, esso non pesa tanto quanto la morale sessuale cattolica, con le sue difficoltà quotidiane e l'eroismo che richiede attualmente a molti. Eppure la Chiesa non scenderà a compromessi in questo senso. Sembra che dovrà arrivare il giorno in cui ci rifiuteremo di scendere a compromessi su questo tema della guerra - altrimenti sprofonderemo nella bestialità subumana e ci allontaneremo certamente dallo spirito di Cristo.
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Tony Aratari, Charlie McCormick, Joe Monroe, membri del Catholic Worker, e uomini più giovani, poco più che ventenni, che sono con noi per darci una mano, finché lo consente il consiglio di leva, discutono costantemente di questi problemi.
Può esserci una guerra giusta? Possono mai essere soddisfatte le condizioni stabilite da San Tommaso? Ed è morale l'uso della bomba atomica? Cosa vuole Dio che io faccia? E cosa sono capace di fare? Posso oppormi allo Stato e alla Chiesa? È orgoglio, presunzione, il pensare di avere la capacità interiore di usare armi spirituali di fronte alla più gigantesca tirannia che il mondo abbia mai visto? Sono capace di sopportare la sofferenza, di affrontare il martirio? E da solo?
Di nuovo, la lunga solitudine a cui far fronte.
Note
[1] Catholic Worker, rivista fondata da Dorothy Day e Peter Maurin nel 1933 per far conoscere alle persone l'insegnamento sociale della chiesa a favore della giustizia e della nonviolenza.
[2] Ammon Hennacy (1893-1970) anarchico americano, pacifista, membro del Catholic Worker Movement. Ha condotto battaglie non violente per il non pagamento delle tasse, soldi utilizzati dallo stato federale innanzitutto per la guerra e per il controllo sociale con mezzi violenti.
[3] Con questa frase, presa dai Vangeli di Marco, Matteo e Luca, si intende distanziarsi in tutto dallo Stato, rifiutandosi sia di ricevere che di contribuire per non farsi corrompere e per non rischiare di finanziare, con il proprio contributo, atti e strumenti di violenza.
[4] John Henry Newman (1801-1890) è stato un prete anglicano che ha poi aderito alla Chiesa Cattolica ed è diventato un famoso cardinale e teologo.