Beyond Anarchy 2023

Per un futuro senza autoritarismi

(2023)

 



Nota

Bozza presentata come materiale di discussione in occasione del raduno di Saint-Imier (19-23 luglio 2023) per celebrare i 150 anni dal Congresso dell'Internazionale antiautoritaria (Saint-Imier, 15-16 settembre 1872).

 


 

L'obiettivo di questo documento
L'autoritarismo è in crescita, nonostante il fatto che la maggior parte degli individui dispone oggi di mezzi di comunicazione e di azione che renderebbero tutti esseri umani autonomi, promuovendo e creando comunità volontarie.
Se questo non accade, è perché viviamo in un presente ancora servo del passato, incapaci di costruire un futuro fatto di relazioni non autoritarie.
Dobbiamo quindi esaminare gli errori del passato, essere consapevoli delle carenze presenti e, sulla base di tutto ciò, costruire un futuro di nostra scelta.

 

Il passato
Il movimento operaio sorto nel XIX secolo, in lotta contro i privilegi e lo sfruttamento, è stato contaminato da tre caratteristiche negative che sopravvivono ancora in troppi individui che pur proclamano di lottare per la libertà e l'emancipazione di tutti gli esseri umani. Si tratta di:

  • Centralismo. L'Associazione Internazionale degli Operai, fondata a Londra nel settembre 1864 da delegati operai francesi e inglesi, cadde ben presto sotto l’influenza e il dominio di Karl Marx, che voleva che fosse un organismo per dirigere centralmente le lotte politiche ed economiche del proletariato mondiale. Gli anarchici, che entrarono poco dopo nell'Associazione (1868), non erano favorevoli a questa strategia centralistica, ponendo invece l’accento su la “emancipazione dei lavoratori ad opera dei lavoratori stessi, al di fuori di qualsiasi autorità di direzione.” (Circolare di Sonvilier, 1871). La stessa esigenza di varietà e autonomia fu riaffermata al Congresso dell'Internazionale antiautoritaria (Saint-Imier, 1872) dopo l'espulsione, orchestrata da Marx, della componente anarchica.
  • Settarismo. Questa varietà e autonomia delle diverse federazioni anarchiche non durò a lungo, in quanto alcune persone all'interno del movimento anarchico iniziarono a dare preminenza alle proprie ideologie (comunismo, collettivismo, individualismo, ecc.) invece di accettarle tutte a livello personale e di operare per la promozione della libertà e dell'emancipazione universale. Nei fatti, i più vociferi e sicuri di sé hanno iniziato a cercare di imporre la loro ideologia come la migliore e l'unica che doveva essere accettata da tutti. La posizione di una "anarchia senza aggettivi" avanzata, tra gli altri, da Tarrida del Marmól, fu praticamente ignorata e cancellata.
  • Autoritarismo. Il settarismo è stata la fonte diretta dell'autoritarismo che, incredibile ma vero, ha messo radici anche in un movimento antiautoritario. Per di più, la cosiddetta rivoluzione comunista in Russia ha attirato e affascinato molti anarchici che volevano utilizzare la stessa strategia in altre parti del mondo. Alcuni si accorsero dell'inganno, ma molti preferirono mantenere le proprie illusioni. Ad esempio, nella rivoluzione spagnola, presentata come anarchica, la dirigenza del movimento anarchico decise di partecipare a un governo guidato da Largo Caballero, il cosiddetto Lenin spagnolo. Come osservato da un anarchico sincero, quella decisione rappresentava "la liquidazione dell'anarchismo e della C.N.T." (la Confederación Nacional del Trabajo anarco-sindacalista).

 

Il presente
La situazione attuale del movimento non autoritario risente ancora di molte delle tendenze e pratiche negative del passato. Inoltre, alcuni aspetti aborriti dagli anarchici (nazionalismo, assistenzialismo e paternalismo statale corruttore, lotte politiche, dispute ideologiche) hanno assunto ovunque un ruolo centrale, senza che nessuno, neanche tra gli anarchici, sia stato in grado di relegare tutto ciò nella pattumiera della storia. E questo perché la realtà attuale, per quanto riguarda la concezione e la pratica libertaria, è caratterizzata da:

  • Mancanza di comunicazione (dati, idee)
  • Mancanza di coordinamento (attività, eventi)
  • Mancanza di attuazione (progetti, piani)

Rimediare a queste carenze sarebbe in totale sintonia con quanto sostenuto durante il Congresso di Saint-Imier (“tutte le federazioni che vorranno aderire a questo patto, avranno tra di loro scambi di comunicazioni e una corrispondenza regolare e diretta."). Per di più, le persone hanno ora a loro disposizione strumenti di comunicazione, di coordinamento e di creazione di progetti comuni che i partecipanti al Congresso del 1872 avrebbero solo sognato.

 

Il futuro
Un passo preliminare per il rilancio del movimento non autoritario dovrebbe essere quello di riaffermare, nel modo più chiaro, diffuso e sintetico possibile, i principi e i metodi di base del movimento.

Principi fondamentali

  • Libertà (autonomia)
  • Equità (fine dei privilegi e delle pratiche di sfruttamento)
  • Solidarietà (aiuto reciproco)

Metodi di base

  • Non centralistico (accettazione della pluralità)
  • Non settario (accettazione della varietà)
  • Non autoritario (accettazione della singolarità)

Una volta compiuto questo passo preliminare ma indispensabile, possiamo iniziare a presentare, discutere, selezionare forme e modi di azione. Seguendo le proposte ancora attuali del Congresso di Saint-Imier, potremmo creare una o più piattaforme-strumenti tra loro federati per:

  • Comunicazione
  • Coordinamento
  • Attuazione

e promuovere idee-attività-progetti su temi rilevanti come:

  • Processi alternativi di educazione
  • Forme alternative di produzione
  • Mezzi alternativi di scambio

 
È tempo di rinnovare su basi più solide e pratiche il patto di amicizia, solidarietà e difesa reciproca tra le libere Federazioni suggerito dai partecipanti al Congresso di Saint-Imier come via per un futuro non autoritario basato su esseri umani liberi e comunità volontarie autonome.

 


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